PROTOCOLLO DI INTESA RELATIVO ALLE DISPOSIZIONI SULL’ACCESSO ALLA MENSA

FONTI

Circolare n. 7/95 Ministro Funzione Pubblica

Art. 33 D.P.R. 20-5-87 n. 270 e circolare applicativa n. 10705/300.2.5 del 30-12-87.

 

DISPOSIZIONI GENERALI

L’orario settimanale del dipendente, nel rispetto del debito contrattuale, è articolato in base all’orario di servizio.

Nell’ambito di tale articolazione, nel caso in cui l’orario giornaliero superi le sei ore, deve essere di norma prevista un’adeguata sospensione idonea a consentire il necessario recupero delle condizioni psicofisiche dei dipendenti.

Tale sospensione non può essere inferiore ai trenta minuti, per consentire al dipendente di consumare il pasto.

L’Azienda garantisce, in sostituzione del servizio mensa, l’esercizio del diritto attraverso una convenzione che prevede l’utilizzo di diversi punti di ristoro.

Il tempo effettivo impiegato per il consumo deve essere rilevato con i normali mezzi di controllo dell’orario. Pertanto, il dipendente che si reca in mensa (intendendo con tale termine qualsiasi punto di ristoro convenzionato con l’Azienda) deve smarcare l’uscita e marcare al rientro in servizio.

Aventi diritto

A norma dell’art. 33 del D.P.R. 270/87 il diritto alla mensa è condizionato dalla presenza di due specifici presupposti:

effettiva presenza del dipendente in servizio: il diritto non può essere esercitato durante i periodi di assenza a qualunque titolo: ferie, malattia, permessi (ad eccezione di quelli sindacali), ecc...

particolare articolazione dell’orario di lavoro: si intende che sono ammessi all’esercizio del diritto i dipendenti che osservano una tipologia di orario che ricomprende le fasce orarie solitamente destinate alla pausa mensa, quali l’orario a turni ( mattino e pomeriggio e/o sulle 24 ore) e l’orario spezzato.

L’orario a turno è definito nel seguente ordine:

a) turni continuativi sulle 24 ore

b) turni continuativi sulle 12 ore

Rientrano in tale casistica anche i turni continuativi che per la loro particolarità pur non coprendo per intero le 12 ore sono contenuti entro le 11 ore e 40 minuti.

c) turni non continuativi di 12 ore in ragione del sostanziale equilibrio definito su base settimanale tra turni antimeridiani e turni pomeridiani, qualora per determinate categorie di personale non sia possibile, per i particolari orari di servizio cui sono sottoposti, calcolare l’equilibrio su base settimanale, si procederà su base bisettimanale o al massimo su 4 settimane.

Il sostanziale equilibrio per esempio nell’arco settimanale è raggiunto come di seguito indicato:

3 mattine e 3 pomeriggi diritto a 6 pasti

4 mattine e 2 pomeriggi diritto a 4 pasti

5 mattine e 1 pomeriggio diritto a 2 pasti

e viceversa

d) articolazione oraria del servizio anche temporanea che per la sua specifica natura inizia e cessa prima e dopo le fasce ordinarie di pausa mensa, purchè rientrante in una prestazione oraria giornaliera complessivamente non inferiore alle 6 ore (esempio: orario di lavoro che preveda la presenza dalle ore 10 alle ore 16, oppure dalle ore 17 alle ore 23)

Il diritto alla mensa deve essere esercitato entro 2 ore dall’inizio o dalla fine del turno di servizio.

Non hanno diritto alla mensa i dipendenti il cui orario di lavoro non rientri nelle casistiche sopra descritte.

Si accede alla mensa con il badge magnetico fornito dall’Azienda, si tratta di un documento personale che deve essere utilizzato dal solo titolare.

CONTROLLI

La direzione del personale ha il compito di vigilare affinchè le disposizioni contenute nel presente regolamento siano osservate da tutti i dipendenti.

Nei casi di inosservanza verificati attraverso i controlli si procederà, previa comunicazione all’interessato, al recupero economico corrispondente al costo complessivo del pasto sostenuto dall’Azienda.

 

DISPOSIZIONI PARTICOLARI

Considerato che il servizio mensa ha lo scopo di agevolare il consumo del pasto durante la pausa, è vietato l’asporto del pasto presso il domicilio; qualora particolari esigenze di servizio necessariamente lo richiedano, il Direttore di struttura può eccezionalmente autorizzare il consumo del pasto all’interno della struttura stessa a cartellino smarcato.

Per particolari unità di personale che per compiti istituzionali si trovano di fatto nella necessità di consumare il pasto durante l’attività di lavoro insieme agli assistiti (per es. personale di assistenza ai minori handicappati presso strutture dell’Azienda semiresidenziali o residenziali) il pasto è a totale carico dell’Azienda.

 

FIRMANO L’ACCORDO PER LE OO.SS. E LE RSU DI COMPARTO:

UIL SANITA’

GALLO COSIMO

VILMA ARRIGONI

RSU FIALS

FIST CISL

GIUSEPPE BELLONI

FAS CONFSAL

ANDREA MALAGOLI

FP/CGIL

DONATELLA BORGHI

FIST-CISL

ARGENTON CRISTINA

FIST-CISL

ARMANDO FRANCESCONI

FIALS

REGGIANI GABRIELE

FIST CISL RSU

LIBERTI KATIA

FIST CISL RSU

GALLI PAOLO

RSU

MAURIZIO BORTOLANI

RSU

CAVALLINI ANGELA

 

Modena, 16 giugno 1999

 

Nota a Verbale dell’O.S, FIST CISL

L’Organizzazione Sindacale rimarca la mancata volontà da parte dell’Azienda di accogliere la richiesta dei ticket-restaurant e del diritto alla mensa di tutti i dipendenti con l’eventuale recupero in parte o in totale del costo del pasto in convenzione.

 

- condividono la nota a verbale suddetta:

Dedda Mario - RSU

 

Armando Francesconi - RSU

 

Argenton Cristina - RSU

 

Liberti Katia - RSU

 

Galli Paolo - RSU

 

- Aderisce altresì la CONFSAL SANITA’

 

 

Modena, 16 giugno 1999

 

 

DICHIARAZIONE A VERBALE DELL’O.S. FIALS

La delegazione trattante USL le Organizzazioni sindacali con le loro rappresentanze R.S.U. riunitisi il giorno 16.06.1999 presso l’Azienda USL hanno esaminato le problematiche determinatesi a seguito di una interpretazione per il diritto alla mensa, dopo 90 giorni di trattativa si è giunti ad un ACCORDO.

Ora persiste la necessità di dare piena applicazione all’Accordo Nazionale di Lavoro dell’1.1.1995, Art. 45 INDENNITA’ DI PRESENZA AL PERSONALE CHE OPERA NEI SERVIZI DIURNI.

Fermo restando che nella attuale fase alle UU.SS.LL. risulta finanziata, in applicazione del D.P.R. 384/1990, la possibilità di procedere a seguito del superamento del corso, alla ricollocazione al 4° livello, previsto per l’operatore tecnico addetto all’assistenza, di un contingente di personale AUSILIARIO nella misura massima del 35% della dotazione organica degli Ausiliari e dei servizi socio assistenziali, sulla base di quanto sopra, deve essere assunto, quale riferimento del numero di posti di 4° livello che le UU.SS.LL. a seguito specifico necessita un accordo Aziendale possono trasformare nella pianta Organica provvisoria, o il limite del 35% della dotazione organica dei posti di Ausiliario specializzato addetto ai servizi di assistenza , ovvero qualora tale dotazione si fosse sensibilmente ridotta in relazione ad "appalti dei servizi di pulizie" e non fosse possibile quindi procedere con tale criterio alla formazione di un numero sufficiente di O.T.A., il criterio di un O.T.A. ogni dieci posti letto previsti nelle UU.SS.LL. dai piani attuativi del piano sanitario regionale di cui alla L.R. 15/90.

Ora persiste la necessità di individuare tutti gli operatori che svolgono "MANSIONI SUPERIORI" e dare avvio all’inquadramento con lo slittamento al livello superiore previsto dal Contratto sottoscritto il 4.4.1999.

Il Segretario Provinciale

Gabriele Reggiani

 

Modena, 17/6/1999